Il 29 novembre del 1797 nasceva Gaetano Donizetti.
A 228 anni da quel giorno felice, il Quartetto Mitja rende omaggio al grande compositore bergamasco con un progetto
discografico ambizioso e di portata storica: la registrazione integrale dei suoi 18 quartetti per archi, realizzata per la prima volta da un ensemble italiano.
La serata, ospitata dall’ Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, celebra il compimento dell’integrale con l’uscita del terzo volume, pubblicato da Urania Records sotto la direzione artistica di Baltazar Zúniga.
Per l’occasione, il Quartetto Mitja eseguirà dal vivo una selezione di estratti dai quartetti, offrendo al pubblico un
assaggio del ricco universo cameristico donizettiano.
L’incontro sarà presentato da Valentina Lo Surdo, voce nota di Rai Radio 3, e arricchito dagli interventi di musicologi e
sostenitori del progetto, tra cui Filippo Michelangeli, Laura Moro, Stefano Valanzuolo, Livio Aragona e Riccardo
Scognamiglio.
La scrittura per quartetto ha accompagnato Donizetti fin dagli anni della sua formazione. Cresciuto a Bergamo in un
ambiente musicale e vivace, si formò con Simon Mayr, che gli trasmise una visione musicale solida e moderna e con
Padre Mattei, maestro del contrappunto e della fuga.
A partire dal 1814, nella casa di Alessandro Bertoli, il giovane Donizetti partecipava a incontri musicali privati dove si
suonavano i quartetti di Haydn, Mozart e Beethoven, insieme a Mayr, Capuzzi e Bonesi.
Un contesto privilegiato in cui il compositore poteva ascoltare, eseguire e interiorizzare modelli che avrebbe poi
trasformato in un linguaggio personale. I suoi quartetti, composti tra Bergamo e Napoli – città che fu crocevia della vita
culturale dell’epoca e teatro della sua maturità artistica – riflettono alcuni dei momenti più ispirati della sua carriera.
Ci restituiscono l’immagine di un compositore autorevole anche in ambito cameristico, capace di fondere la
cantabilità italiana con le strutture formali del classicismo viennese.

Grafiche a cura di Lorenza Maio
